
Il mio percorso sciamanico è iniziato molto presto.
Fin da giovanissimo ho sentito un richiamo profondo verso le dimensioni invisibili dell’esperienza, verso quel territorio interiore in cui mito, simbolo e coscienza si incontrano. Non si è trattato di una scelta improvvisa, ma di un riconoscimento: qualcosa che mi apparteneva da sempre.
Ho intrapreso un apprendistato sciamanico presso la Foundation for Shamanic Studies di Michael Harner, approfondendo le pratiche del core shamanism e gli strumenti tradizionali di esplorazione degli stati di coscienza non ordinari. Questo percorso mi ha fornito una struttura rigorosa, un metodo e una disciplina nel lavoro con il mondo spirituale.
Parallelamente, ho dedicato anni allo studio della psicologia del profondo, in particolare al pensiero di Carl Gustav Jung e James Hillman. L’incontro tra sciamanesimo e psicologia archetipica ha rappresentato per me un punto di svolta: ho compreso che il viaggio sciamanico e il viaggio nell’inconscio parlano lo stesso linguaggio — il linguaggio del simbolo, del mito, dell’anima.
Sono studioso di mitologia e archetipi, perché credo che le grandi narrazioni dell’umanità non siano racconti del passato, ma mappe interiori ancora vive dentro di noi.
Attraverso i miei libri, i corsi e i seminari, porto avanti un’opera di divulgazione dell’antica conoscenza, rendendola accessibile all’uomo contemporaneo senza tradirne la profondità.
Il mio lavoro non è quello di proporre una spiritualità evasiva, ma di offrire strumenti per attraversare consapevolmente le proprie soglie interiori.
Lo sciamanesimo, per me, non è esotismo.
È una via di conoscenza.
Una via che unisce esperienza diretta, studio rigoroso e responsabilità personale.
E il viaggio, ogni volta, ricomincia da dentro.


