COME SI FA UN VIAGGIO SCIAMANICO

Prima di sperimentare il viaggio sciamanico è opportuno comprendere il concetto di stati della coscienza in relazione alle onde celebrali.

Il nostro cervello produce vari tipi di onde celebrali in base agli stimoli che riceve, all’attività che svolge, al nostro stato emotivo e alle situazioni che ci troviamo ad affrontare.

 

Le onde celebrali sono le seguenti:

 

  • Onde Gamma: hanno una frequenza che va da 30 a 42 hertz e si manifestano in caso di stress, agitazione, nervosismo, pericolo o paura.
  • Onde Beta: vanno dai 14 ai 29,9 hertz, si manifestano durante lo stato di veglia, quando si svolge un’attività celebrale più o meno impegnativa, come risolvere un problema di matematica, guidare, lavorare, ecc.
  • Onde Alfa: vanno dagli 8 ai 13,9 hertz, si manifestano quando il soggetto è rilassato, sogna ad occhi aperti o prima di addormentarsi.
  • Onde Theta: vanno dai 4 ai 7,9 hertz, compaiono durante la fase R.E.M., lo stato di ipnosi o durante la trance sciamanica.
  • Onde Delta: hanno una frequenza che va da 0,1 a 3,9 hertz e caratterizzano il sonno profondo.

 

Per riuscire ad effettuare il viaggio sciamanico è necessario raggiungere lo stato Theta, poiché è la condizione celebrale necessaria per ricevere il dono della visione. È possibile indurre le onde Theta in modo molto semplice e naturale utilizzando il suono. Le percussioni tribali, quali tamburi, bonghi o sonagli, sono gli strumenti migliori per accedere a uno stato di espansione della coscienza, poiché tutto ciò che produce un suono ritmico, continuo e ripetitivo, può indurre uno stato di trance. Tra i vari strumenti citati quello che preferisco è senza dubbio il tamburo, il cui suono viene associato dai nativi americani al battito del cuore della terra. Se ci pensiamo bene, ogni essere umano ascolta un suono simile a quello del tamburo nel grembo materno, durante i nove mesi di gestazione. Il battito del cuore della mamma è il primo suono che ascoltiamo prima di venire al mondo. Per tutte queste associazioni ritengo che il suono del tamburo sia veramente magico ed estremamente potente, talmente potente che per alcune persone può risultare destabilizzante a tal punto da avvertire un senso di nausea o di agitazione. Questi sintomi sono la conferma che lo strumento è in grado di smuovere le energie stagnanti e i blocchi emozionali. Non è un caso che le stesse persone che inizialmente provano avversione nei confronti del tamburo, con il tempo scoprono di amarlo.

Il suono prodotto dal vivo è senza dubbio più potente, ma per cominciare si può utilizzare una traccia registrata ottenendo comunque ottimi risultati. Sul questo sito è possibile acquistare degli album di musica sciamanica in formato digitale.

Andando avanti nel sentiero sciamanico si sente l’esigenza, prima o poi, di comprarsi il proprio tamburo. Alcuni se lo costruiscono utilizzando delle pelli di capra o di un altro animale. Personalmente preferisco di gran lunga utilizzare tamburi in pelle sintetica, sia per un fatto etico, sia per la qualità del suono prodotto. La pelle di animale risente molto dell’umidità e spesso si allenta a tal punto da rendere il tamburo inutilizzabile. La pelle sintetica invece mantiene un suono impeccabile in qualsiasi condizione e non richiede particolari accortezze.

Molti pensano che suonare il tamburo e contemporaneamente effettuare il viaggio sciamanico sia estremamente complicato ma vi assicuro che non è affatto vero. Ovviamente ci vuole un po’ di pratica, ma una volta acquisita questa abilità difficilmente si rinuncia a suonare durante i propri viaggi sciamanici. Voglio ricordare che molti sciamani non si limitano a suonare, alcuni  cantano e ballano, il tutto mentre vivono esperienze estatiche in altri mondi.

 

I regni invisibili

 

La maggior parte delle culture sciamaniche crede che il mondo spirituale sia suddiviso in tre regni invisibili. Questi regni sono: il mondo superiore, il mondo di mezzo e il mondo inferiore. Questa triplice classificazione non ha niente a che vedere con la visione cattolica del paradiso, purgatorio e inferno. I regni invisibili descritti dallo sciamanesimo vengono piuttosto associati al simbolo dell’albero della vita, dove le radici simboleggiano il mondo inferiore, il tronco rappresenta il mondo di mezzo, mentre le fronde dell’albero stanno ad indicare il mondo superiore. L’immagine dell’albero ci fa comprendere come questi tre regni siano in realtà tre aspetti del mondo spirituale ben distinti, ma al tempo stesso indivisibili.

Nel mondo inferiore è possibile entrare in contatto con il proprio animale di potere e con gli spiriti degli antenati. L’animale guida è il nostro guardiano e protettore, il totem che si occupa della nostra salute fisica, della nostra energia vitale e del nostro potere personale. Solitamente ci si rivolge all’animale di potere quando vogliamo ricevere una guarigione, oppure quando abbiamo bisogno di un aiuto spirituale per raggiungere un obiettivo importante. In altri casi è possibile contattare questo spirito ausiliare per ricevere delle divinazioni in grado di aiutarci nelle decisioni importanti della nostra vita.

Il mondo di mezzo non è altro che il nostro mondo visto con occhio spirituale. In questa dimensione gli sciamani entrano in contatto con gli spiriti della natura, delle direzioni, degli elementi e dei luoghi. Nel mondo di mezzo è possibile incontrare anche gli spiriti dei defunti che non sono ancora andati verso la luce. Molto spesso questi spiriti permangono nella dimensione terrena perché sono trattenuti dai loro cari, oppure perché non sono del tutto consapevoli di essersi disincarnati.

Il mondo superiore è il regno delle divinità e dei Mestri ascesi, qui ci si può mettere in contatto con tutte le divinità mitologiche e religiose. Gli sciamani si recano nel mondo superiore per contattare il proprio maestro spirituale. Questa guida ha il compito di aiutarci a comprendere la nostra missione nel mondo e a superare le prove che la vita ci mette davanti, comprendendone il significato intrinseco. Il maestro spirituale ci aiuta nella nostra evoluzione e agisce sempre per il nostro bene supremo. Questa guida si mostra solitamente come una divinità, un angelo, un saggio o un filosofo. Alcuni hanno come maestro spirituale Gesù, altri Socrate, altri ancora il Buddha. Questo spirito ausiliare potrebbe mostrarsi anche come una divinità non appartenente al proprio credo religioso, questo non dovrebbe destabilizzare, tutt’altro, perché le sembianze nel mondo dello spirito hanno una valenza simbolica, archetipica e comunicano direttamente alla nostra anima. È possibile anche avere un maestro spirituale che non appartenga a nessuna religione o mitologia e che si mostri come un uomo o una donna dall’aspetto ordinario.

L’animale guida e il maestro spirituale sono i principali spiriti alleati che vengono conosciuti durante l’apprendistato sciamanico. Andando avanti si entra in contatto con altri totem che hanno il compito di aiutare lo sciamano a svolgere guarigioni come l’estrazione di energie nocive, il recupero dell’anima, la depossessione e l’accompagnamento dei defunti. Tutte queste pratiche avanzate verranno approfondite all’interno di questo libro.

Tratto da “Guarigione Sciamanica” di Giosuè Stavros edito da Macro Edizioni

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