INFERNO

L’Inferno è rappresentato in tutte le culture come polo opposto al Paradiso. Destinato agli empi, ai malvagi ma anche semplicemente a chi non muore di morte gloriosa, l’Inferno si caratterizza come un luogo di punizione e tormenti, abitato da creature demoniache. La descrizione dei supplizi cui sono eternamente sottoposti i dannati è spesso molto precisa e raccapricciante, probabilmente con il proposito di fare da deterrente per i vivi, ma anche per dare la speranza che i crimini non rimangano impuniti. Un attributo fondamentale degli Inferi, specialmente nella concezione cristiana e islamica, sono le fiamme e l’odore di zolfo. Si pensa che l’idea dell’inferno come luogo tetro e pieno di fiamme derivi da una località chiamata Gê-Himmon, vicino Gerusalemme, in cui si compivano sacrifici e si bruciavano le immondizie. Dal nome di questo luogo deriva infatti Geenna, altro nome dell’Inferno. Per i popoli germanici e vichinghi, l’Inferno è il regno di Hel, mostruosa creatura figlia di Loki, metà donna e metà cadavere. Esso attende non solo gli empi, ma chiunque non muoia in battaglia. Infatti, solo i guerrieri morti sul campo vengono prelevati dalle Valchirie e potranno sedere con Odino nel Valhalla. L’idea che esista un inferno non è accettata da tutte le culture: alcune sette cristiane ritenute eretiche rifiutano il pensiero che Dio potesse volere la dannazione perpetua delle sue creature, così come la mistica islamica sufi.
Testo tratto da “L’oracolo delle porte” di di Francesca Romana Valente. Link per acquistare il libro: https://amzn.to/3tZr5aE
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