Sciamanesimo. Viaggio nel mondo dello spirito

“Chiunque pratichi lo sciamanesimo non può non rendersi conto del profondo cambiamento interiore che questa pratica spirituale comporta. Essere sciamano vuol dire essere un creatore, un ribelle, un libero pensatore. Forse è per questo che non tutte le persone sono pronte ad intraprendere questa via, poiché per farlo occorre essere molto coraggiosi, incuranti dell’opinione altrui e sicuri del proprio potere interiore. Durante il percorso sciamanico lo sciamano impara a conoscersi profondamente e a vedere ciò che gli uomini comuni non vedono. E’ per questo che uno sciamano non può essere ingannato o manipolato come un uomo comune. Non a caso presso i Tungusi siberiano il termine sciamano significa tra l’altro “colui che vede nel buio”. Il dono della visione non serve solo ad esplorare i mondi invisibili, ma sopratutto per far luce nell’oscurità dell’animo umano. Questa dote permette allo sciamano di vedere lo spirito delle persone oltre l’involucro del loro corpo e quindi di percepire con estrema chiarezza le intenzioni, i sentimenti e le emozioni di chi hanno di fronte. Per riuscire ad acquisire una visione così profonda, lo sciamano deve prima imparare a vedere dentro di sé, esplorando ogni suo lato oscuro.
A tal fine, il primo compito iniziatico dello sciamano è quello di conoscere se stesso….”
Tratto da “Sciamanesimo. Viaggio nel mondo dello spirito” edito da Armenia di Giosuè Stavros
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